IL PROBLEMA RICORRENTE IN SOCIOLOGIA E' QUELLO DI CONSIDERARE LE ORGANIZZAZIONI COLLETTIVE E DI STUDIARLE IN MODO DA NON ANTROPOMORFIZZARLE O RIDURLE AL COMPORTAMENTO DEGLI INDIVIDUI O DEGLI AGGREGATI UMANI. (Guy E. Swanson, 1976)
domenica 17 novembre 2013
Il successo è nella cultura aziendale.
Il tema di fondo del prossimo congresso nazionale della UIL Agenzie
Fiscali rappresenta una riflessione inevitabile in concomitanza con l’avvio
della nuova organizzazione dell’Agenzia delle Entrate.
Un tema che, sulla home page del sito UIL delle Agenzie fiscali, ha come
cappello una frase suggestiva, che riporto con sincero piacere: “l’obiettivo di
un grande sindacato riformista è quella di far funzionare l’Italia”.
Allora, possiamo incardinare un discorso che parta dalla premessa-condizione
di far funzionare bene il paese per battere l’evasione e garantire finalmente
l’equità. Perché, in un paese civile e moderno, se l’organizzazione funziona
bene è possibile l'equità sociale.
Per questo, mi viene spontaneo riportare un messaggio di un grande teorico
dell’organizzazione e dei sistemi economici, che potrebbe essere la missione
di ogni gestione delle risorse umane nei contesti sociali moderni: “lo sviluppo
dipende non tanto dal trovare le combinazioni ottimali delle risorse e dei
fattori produttivi, quanto nel suscitare e nell’utilizzare per lo sviluppo
progetti, risorse, capacità nascosti, dispersi o malamente utilizzati”. Così
scriveva Albert O. Hirschman nel 1958 in “The Strategy of Economic
Development”.
Possiamo pensare che le riforme a costo zero non sono utopia, ma
semplicemente un modello di intervento in grado di individuare quello che
già esiste nei contesti sociali, sotto forma di risorse disperse e mal utilizzate, e
riconvertirlo in nuove finalità ed obiettivi.
Cambierà qualcosa nella quotidianità lavorativa degli uffici?
Ritornando a Hirschman, già dagli anni ’60 sorgevano teorie che spostavano
l’attenzione dall’organizzazione considerata come struttura, ovvero centri
inamovibili e imprescindibili di potere, all’organizzazione di relazioni, ai
processi di lavoro, che tagliavano di traverso le gerarchie funzionali,
costituendo le cosiddette organizzazioni a matrice.
Insomma, il concetto perno “struttura organizzativa”, nell’organizzazione moderna,
è sostituito da “relazione organizzativa”.
I centri di comando funzionale cedono la centralità organizzativa ai coordinamenti di progetto e alle competenze trasversali.
Il “saper fare” diventa la forma della legittimazione aziendale e manageriale.
Bari, 2 febbraio 2010
Sante Giannoccaro - Segretario Regionale Puglia UILPA Agenzia delle Entrate
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