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domenica 17 novembre 2013

Il successo è nella cultura aziendale.

Il tema di fondo del prossimo congresso nazionale della UIL Agenzie Fiscali rappresenta una riflessione inevitabile in concomitanza con l’avvio della nuova organizzazione dell’Agenzia delle Entrate. Un tema che, sulla home page del sito UIL delle Agenzie fiscali, ha come cappello una frase suggestiva, che riporto con sincero piacere: “l’obiettivo di un grande sindacato riformista è quella di far funzionare l’Italia”. Allora, possiamo incardinare un discorso che parta dalla premessa-condizione di far funzionare bene il paese per battere l’evasione e garantire finalmente l’equità. Perché, in un paese civile e moderno, se l’organizzazione funziona bene è possibile l'equità sociale. Per questo, mi viene spontaneo riportare un messaggio di un grande teorico dell’organizzazione e dei sistemi economici, che potrebbe essere la missione di ogni gestione delle risorse umane nei contesti sociali moderni: “lo sviluppo dipende non tanto dal trovare le combinazioni ottimali delle risorse e dei fattori produttivi, quanto nel suscitare e nell’utilizzare per lo sviluppo progetti, risorse, capacità nascosti, dispersi o malamente utilizzati”. Così scriveva Albert O. Hirschman nel 1958 in “The Strategy of Economic Development”. Possiamo pensare che le riforme a costo zero non sono utopia, ma semplicemente un modello di intervento in grado di individuare quello che già esiste nei contesti sociali, sotto forma di risorse disperse e mal utilizzate, e riconvertirlo in nuove finalità ed obiettivi. Cambierà qualcosa nella quotidianità lavorativa degli uffici? Ritornando a Hirschman, già dagli anni ’60 sorgevano teorie che spostavano l’attenzione dall’organizzazione considerata come struttura, ovvero centri inamovibili e imprescindibili di potere, all’organizzazione di relazioni, ai processi di lavoro, che tagliavano di traverso le gerarchie funzionali, costituendo le cosiddette organizzazioni a matrice. Insomma, il concetto perno “struttura organizzativa”, nell’organizzazione moderna, è sostituito da “relazione organizzativa”. I centri di comando funzionale cedono la centralità organizzativa ai coordinamenti di progetto e alle competenze trasversali. Il “saper fare” diventa la forma della legittimazione aziendale e manageriale. Bari, 2 febbraio 2010 Sante Giannoccaro - Segretario Regionale Puglia UILPA Agenzia delle Entrate

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