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venerdì 10 giugno 2011

L'ECONOMIA DELLA SCELTA, UNA FORMULA CONTRO IL DEBITO PUBBLICO.

Il paese cresce lentamente perché non si sceglie. Non si sceglie a cosa rinunciare, non si sceglie su cosa investire. Mi ricorda qualche tempo fa, quando discutevamo dell'ampliamento del porto di Monopoli, una cittadina quasi a metà strada tra Bari e Brindisi. La mia idea era quella di "caratterizzare" l'attività del porto di Monopoli puntando sul diporto da turismo e sulla pesca, che poteva anche contaminarsi e produrre servizi nell'ambito turistico. Un'idea che non piacque a nessuno. Tutti desideravano sviluppare la pesca, il diporto, il commercio, e perfino pensavano di sviluppare uno scalo per traghetti da e per l'Albania. Ragazzi, ma tra Bari e Brindisi che speranze abbiamo per le attività commerciali e quelle di trasporto di passeggeri? Niente, il piccolo specchio di Monopoli è insufficiente solo per il commercio, è insufficiente solo per la pesca, così solo per il diporto turistico, ma nonostante ciò bisognava realizzare tutto. Dunque, le attività del porto finiscono per lavorare verosimilmente sotto costo, per fronteggiare la concorrenza di Bari e Brindisi. Eppure, si poteva scegliere per il potenziamento della cantieristica artigianale, già eccellente a Monopoli, per un porto tutto turistico e per la pesca. Potevamo caratterizzare l'economia del nostro porto e della nostra cittadina. Non avevamo le persone giuste al posto giusto. Questa breve storia non per raccontare la forza delle idee ma quella delle persone giuste al posto giusto. L'economia dei nostri giorni, quella dei paesi occidentali poggia sempre più sulle risorse umane. Oggi il lavoro dell'uomo giusto al posto giusto è l'unico investimento praticabile, è l'unico taglio giusto di spese. Oggi gli Stati e le aziende che vincono sul mercato sono quelle che hanno scelto gli uomini giusti. E solo una normale mobilità sociale e sul lavoro può sostenere le scelte a favore degli uomini giusti al posto giusto.

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