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venerdì 10 giugno 2011

IL LAVORO DIPENDENTE E' UN BICCHIERE SEMPRE PIU' MEZZO VUOTO

Due parole sul lavoro dipendente: un nobile decaduto, come tutto il paese.
Siamo abituati a distinguere il lavoro in lavoro dipendente e lavoro autonomo. Questo mi ricorda 2 mesi di lezioni universitarie sulla locatio operarum e locatio operis, che in parole moderne significa la concessione in godimento del fare (del lavoro) oppure dell'opera, del servizio finito (operis). Non vogliamo accettare formule ibride e intermedie e quando parliamo di lavoro dipendente pensiamo immediatamente al posto fisso, che significa a tempo indeterminato e nella stessa mansione per tutta la vita. Una cultura diffusasi per decenni a partire dalla rivoluzione industriale e delle grandi fabbriche che producevano beni di massa. Una cultura sulla quale nessuna politica di governo interviene. Nessuna politica sociale interviene con la formazione e l'educazione al cambiamento; con centri di riqualificazione e scuole professionali sul territorio. La politica e l'alta amministrazione dello Stato e degli Enti locali sono indifferenti e spesso addirittura impreparati. Preferiscono soluzioni di breve periodo, elemosinare integrazioni salariali che finiscono per tenere in vita aziende improduttive e fuori mercato, finendo per alimentare spese a tempo indeterminato, spese pubbliche che aumentano le tasse e inibiscono qualsiasi investimento in formazione e educazione degli adulti fuori mercato. Una formazione che per i giovani resta manichea ed economicamente decontestualizzata dallo sviluppo e dal territorio, una semplice etichetta che nasconde bottiglie spesso vuote.

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