Da qualche anno, ho deciso di cercare il Sindacato. Mi sono chiesto chi è, dove vive. Ho parlato ed ascoltato molti saggi e presunti tali, ho letto tanto. Ero sul punto di desistere, quando all’improvviso, sulla lunga via, mi è apparso un cartello con su scritto: “Sindacato, da questa parte”.
Pieno di gioia, ho seguito la direzione indicata dal cartello e, arrivato in cima a una collina, ho trovato una piccola capanna con un altro cartello: “qui abita il Sindacato”. Ho bussato alla porta, emozionatissimo. Dopo alcuni minuti di attesa spasmodica, la porta s’è aperta scricchiolando. E’ emersa dal buio una creatura vecchia e spaventosa, con la gobba, le mani rattrappite e la faccia piena di rughe. Con voce acuta e rotta la creatura mi ha chiesto: “che c’è, caro?”
- “Mi scusi, ho sbagliato posto. Vede … cercavo il Sindacato”;
- “Be’, mi hai trovato. Entra”, rispose il vecchio con un sorriso.
Con riluttanza ho seguito il vecchio all’interno della capanna e seduto su un tappetino accanto al fuoco, per molti giorni, ho conversato con lui, discusso e scambiato idee.
Ho incominciato a comprendere tutte le intricate complicazioni del Sindacato.
Ho imparato sempre di più del Sindacato.
Quindi, un giorno ho deciso di ritornare forte e deciso in quest’ufficio, per poter guardare al futuro.
Salutando il “Vecchio”, gli ho chiesto: “ma da dove incomincio, cosa dico alla gente?”
Mi ha risposto: “be’ caro … dì che sono giovane e bello e poi cerca di rappresentarmi al meglio”.
E così che ho deciso di rappresentare un sindacato che guarda al futuro, che è giovane e forte: indipendente e competente nei rapporti con i dirigenti e con la politica.
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