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domenica 16 agosto 2020

A cosa serve il capitale al futuro del nostro paese senza lavoro?

Da Images - le metafore dell'organizzazione - di Gareth Morgan. CAPOLAVORO. La mia zia acquisita ha un ottimo carattere ma ha gusti sorpassati. Suo padre non ha mai lavorato e nemmeno il padre di suo padre; ovviamente nemmeno ha mai guadagnato un centesimo in tutta la sua vita. Il capitale di cui dispongono ha lavorato per loro e loro si sono limitati a gestire il capitale. Il lavoro è per i lavoratori. Mia zia pensa che i governi di oggi abbiano insani pregiudizi nei confronti dei capitalisti e ritiene che i lavoratori siano tutti sporchi e pigri e che la maggior parte di dirigenti siano incompetenti. Non ci si deve meravigliare se è cosi mal ridotta e se lei, pertanto, diventa ogni giorno più povera. Tony è un mio compagno di lavoro. Suo padre era un postino. Tony ha cominciato come disegnatore in un grande studio di ingegneria. Tony è cresciuto credendo che la possibilità di ereditare del capitale fosse socialmente ingiusta. Tony non aveva mai incontrato qualcuno che non avesse mai lavorato per vivere. Tony e mia zia si sono incontrati una volta per caso a casa mia per pranzo. All’inizio tutto andò bene. Poi mia zia cominciò a chiedergli che cosa faceva. Venne fuori che Tony si era appena iscritto al sindacato. La zia non aveva mai incontrato qualcuno che fosse iscritto al sindacato. “oh Dio, e come ha potuto fare una cosa simile?” disse la zia. “E’ una cosa molto sensata “ rispose Tony, “in quanto serve per salvaguardare i nostri diritti”. “Quali diritti? Che stupidaggine è questa? Se la gente come lei passasse più tempo al lavoro e pensasse di meno ai propri interessi, il nostro paese non andrebbe così male”. “Ma lei” disse Tony, “non passa tutto il suo tempo a preoccuparsi dei suoi diritti?” “ovviamente” risposte la zia, “ma io ho dei diritti. Sono io che metto a disposizione il denaro che permette alla gente come lei di vivere”. “E io metto il lavoro che tiene in vita il suo denaro anche se non sono ancora riuscito a capire perché dovrei lavorare per mantenere il capitale di individui ricchi che non ho mai incontrato”. “Lei parla come un comunista, anche se si veste in maniera decente. Ma si rende conto di quello che dice?” “Non c’è bisogno di essere comunisti per dubitare della legittimità di una ricchezza ereditata”. La zia si rivolse verso di me. “Capisci perché mi preoccupo del futuro del nostro paese?” disse.

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