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venerdì 2 dicembre 2011

Quando il manager ignora le aspettative del lavoratore.

La letteratura scientifica ci fornisce studi significativi per cogliere gli effetti devastanti di un comportamento manageriale che ignora le aspettative del lavoratore in relazione al suo apporto di lavoro e di competenze. 
La “Teoria dell’equità” ci presenta un lavoratore che considera in concreto la relazione tra i risultati attesi dal suo impegno lavorativo (stipendio, status, benefits, opportunità di carriera) e il contributo del suo apporto di lavoro (competenze, esperienza lavorativa, tempo, impegno ecc.). 
Ma non è questo rapporto che incide sulla sua sfera motivazionale bensì il fatto che il lavoratore percepisca il summenzionato rapporto come equilibrato rispetto a quello degli altri colleghi nella sua stessa condizione, ovvero dei colleghi da lui assunti come gruppo di riferimento. In altre parole, la spinta motivazionale sul lavoro è il risultato di un continuo e costante confronto sociale, che ogni lavoratore quotidianamente si rappresenta, tra sé stesso e i colleghi di riferimento.

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